Violenza e molestie sul luogo di lavoro

In azienda è riconosciuto che violenze e molestie nei luoghi di lavoro costituiscono un rilevante rischio psicosociale, con possibili effetti negativi sulla salute fisica e mentale delle lavoratrici e dei lavoratori, sul clima organizzativo, sulla produttività e sull’immagine aziendale.

Per violenze e molestie si intendono comportamenti fisici, verbali o non verbali, ripetuti o anche isolati, che abbiano lo scopo o l’effetto di:

ledere la dignità della persona;

creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo.

Tali comportamenti possono avere origine interna, tra lavoratori, tra superiori e sottoposti, tra pari o derivare dall’organizzazione del lavoro, oppure origine esterna, da parte di clienti, utenti, fornitori o altre persone che interagiscono con il personale nello svolgimento dell’attività lavorativa.

Le condotte possono manifestarsi in diverse forme:

Fisica: aggressioni, spinte, contatti fisici non desiderati, danneggiamenti di beni personali o aziendali.

Verbale: insulti, minacce, urla, commenti offensivi o umilianti.

Psicologica: mobbing, isolamento sistematico, svalutazione del lavoro svolto, diffusione di maldicenze.

Sessuale: allusioni, commenti o gesti a sfondo sessuale, proposte indesiderate o contatti fisici non voluti.

Digitale: cybermolestie o cyberviolenza tramite messaggi, e-mail, social o altri strumenti di comunicazione.

Tali comportamenti possono determinare effetti negativi quali stress lavoro-correlato, disturbi d’ansia, depressione, disturbi del sonno, somatizzazioni e peggioramento dello stato di salute generale, oltre a ripercussioni sull’organizzazione del lavoro, quali aumento delle assenze, turn-over, conflittualità interna e riduzione delle prestazioni lavorative.

Questa scheda di valutazione è disponibile per le valutazioni dei rischi aziendali effettuate utilizzando AimSafe.

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